Tempo di semina

Non è mai la giusta stagione per seminare senza sapere se si raccoglierà qualcosa; nel dubbio, ho seminato, forse male, ma ho provato a farlo, ho tentato di rendere fruttifero un deserto o un cumulo di rocce o un castello di sabbia bagnato dal mare.

Insisto e continuo nella mia opera che tanto mi ricorda quella dei contadini di un tempo, quando non c’era agronomia, né scienza, né antiparassitari o anticrittogamici, ma la terra, daje e daje, qualcosa produceva.

Ecco, io, daje e daje, sono convinto che prima o poi coglierò qualcosa di quanto seminato e non calpestato.

Osservare

Osservare è chiudersi in quel “coso” e guardare al di fuori.

Ma osservare è anche camminare all’aria aperta, portarsi in alto e vedere che là sotto sembra tutto infinitamente piccolo.

Ma osservare è anche rimanere seduti e guardarsi intorno, oppure chiudere gli occhi ed aprire il cuore a se stessi che forse è il panorama più bello da vedere e che meglio dispone all’osservazione di altro da sé.

Destini

Mi sono sempre chiesto perché ci sono persone che nascono già con un fardello sulle spalle, e la vita, non contenta, si accanisce pure, aumentando il carico in via del tutto sproporzionata rispetto ad altre persone che, invece, hanno un’esistenza tutto sommato comoda.

Mistero.

Il tentativo 

Ci provo, ci provo sempre, fino a quando non ho più idee per percorrere strade alternative e di fronte non trovo solo una via senza uscita, un cul de sac. A ben pensarci, solo una botta di cul potrebbe aiutare.