Osservare

Osservare è chiudersi in quel “coso” e guardare al di fuori.

Ma osservare è anche camminare all’aria aperta, portarsi in alto e vedere che là sotto sembra tutto infinitamente piccolo.

Ma osservare è anche rimanere seduti e guardarsi intorno, oppure chiudere gli occhi ed aprire il cuore a se stessi che forse è il panorama più bello da vedere e che meglio dispone all’osservazione di altro da sé.

Destini

Mi sono sempre chiesto perché ci sono persone che nascono già con un fardello sulle spalle, e la vita, non contenta, si accanisce pure, aumentando il carico in via del tutto sproporzionata rispetto ad altre persone che, invece, hanno un’esistenza tutto sommato comoda.

Mistero.

Il tentativo 

Ci provo, ci provo sempre, fino a quando non ho più idee per percorrere strade alternative e di fronte non trovo solo una via senza uscita, un cul de sac. A ben pensarci, solo una botta di cul potrebbe aiutare. 

Un lato di me

No, caro lettore o cara lettrice, non parlo di lato B, ma di un aspetto di me che ogni tanto esce allo scoperto (e non parlo di lato A).

Per natura sono un mansueto, pur essendo un uragano emotivo ed intellettivo, aspetto che difficilmente mi fa accontentare, e tendo non importunare il mio prossimo, diretto o meno diretto; insomma, non sono un rompiscatole, non molesto, non stalko (che schifezza ‘sta parola), e mi faccio gli affari miei in totale indipendenza.

“Ma tu non ti relazioni col mondo” – mi è stato detto.

“Io mi relaziono col mio mondo, con poche e selezionate persone, non con tutto l’universo dotato di un profilo Whatsapp”.

Sono sempre stato così, e, col passare del tempo, sono pure peggiorato.

PS:
non intendo cambiare una virgola di ciò che sono. 

Sono sotto ispezione

Da qualche giorno, presso il mio ufficio, è in corso un’ispezione da parte di un soggetto terzo che sta cercando in tutti i i modi di mettermi in difficoltà, andando a cercare il pelo nell’uovo, ma, non essendo io una gallina, non trova niente e s’attacca beatamente.

Tiè!

Alberto-Sordi_-fotogramma-dal-film-I-Vitelloni-di-Fellini-1953

 

Il giusto valore alle critiche

Mi viene spesso rimproverato di non aver mezze misure: è vero, ma ciò non costituisce un mio problema, o almeno non lo vivo come tale, anche perché, considerata la densità abitativa della Terra, esistono sicuramente valide e migliori alternative rispetto al frequentare il sottoscritto.

Quest’affermazione, che potrebbe sembrare dettata da permalosità – elemento che per fortuna non mi appartiene – nasce dalla constatazione che, finché le cose vanno bene, si chiudono gli occhi di fronte a tutto, anche ai difetti; quando, invece, la  stabilità diventa meno stabile, ecco che s’inizia una specie di opera di demonizzazione dell’altro – altro in senso molto ampio – che fa in modo da spostare da sé l’attenzione su altro da sé, operazione sicuramente più comoda.

Da ciò deriva la mia considerazione che le critiche a me rivolte sono sempre ben accette, ma non è detto che siano condivise.

Tanta fatica … in vacanza

Sai quando fai una fatica immensa, corri, sudi, dai fondo ad ogni riserva di energia per arrivare là dove erano volati già cuore e fantasia e ti accorgi che non ne valeva la pena?

Ecco, così, una miscela di delusione e stanchezza, ma, soprattutto, un’assenza di prospettiva concreta davanti, con un futuro da reinventare per l’ennesima volta.

Amen e tanti punti interrogativi.

Ma almeno mi sono riposato dal lavoro 😉