Non so perdonare – ma non ne frega un beato

Faccio parte della schiera di persone che ritiene che nel corso della vita torti e favori, alla fine e più o meno, si equivalgano; in base a tale ottica, aggiungendo un pizzico di “male non fare, male non temere”, tento di evitare di nuocere al prossimo, benché, non essendo santo, né auspicando di diventarlo, di sicuro a qualcuno avrò pure nuociuto e non posso escludere, anzi sono certo, che ciò accadrà anche in futuro.

Apprendo poco fa che un mio collega, che tanti anni fa testimoniò contro di me ed a favore del comune datore di lavoro – ente pubblico, è stato invitato a farsi da parte per sempre, benché ancora non in possesso dei requisiti per beneficiare della pensione. Di fronte a situazioni di questo genere che incidono sulla vita della persona in modo così pesante e profondo – rimanere senza stipendio, malgrado una sorta di buonuscita, non è proprio il massimo della vita se si deve portare avanti la carretta per tanti anni ancora – sono sempre dalla parte del più debole, come quando, fin da ragazzino, parteggiavo per gli indiani; in questo caso, invece, ho alzato le spalle, fatto spallucce e detto dentro di me uno “sticazzi” che, nonostante il volume pari a zero, deve esser pervenuto a destinazione. Visto che non ero contento della sintetica, benché abbastanza esauriente locuzione, ho aggiunto un “li mortacci tua”, una specie di condono tombale tra me e lui.
Male non fare, ma non pretendere che, una volta fatto, e se passi i guai tuoi, io mi cambi nome ed assuma le vesti di Santo Francesco.

Sarò, sono cattivo?

La risposta è racchiusa in una sintetica quanto efficace locuzione che tanto aiuta nella vita.

Sondaggio di gusto

Fonte: Il Messaggero

Il Messaggero online ha pubblicato oggi un sondaggio che, onore al merito, reputo meraviglioso, non tanto per quanto riguarda un ambito ristretto all’informazione, quanto, piuttosto, al costume ed alle preferenze di gusto dei lettori.

Il sondaggio propone una domanda simile a questa: “qual è il piatto romano che più di ti piace?”

Queste sono le risposte con le percentuali di gradimento delle diverse specialità:

  • Carbonara 33,4%
  • Amatriciana 22,5%
  • Cacio e pepe 15,4%
  • Gricia 11,3%
  • Pajata 9,8%
  • Ajo ojo e peperoncino 7,6%
Personalmente ritengo la Gricia il contatto culinario tra l’uomo e la divinità.

Il pianoforte 

Amo la musica, al di là del genere. 

Non suono, se non citofoni e clacson, ma solo se capita e non posso farne a meno. 

Su di me, sulle mie emozioni, vola un pianoforte, come un piccone che delicatamente rimuove sedimenti d’anima apparentemente invisibili, ma molto ben radicati.