Eliminare il ritorno a capo da una stringa

Capita spesso di voler eliminare da una stringa di dati passati da un form – soprattutto una textarea – i caratteri di ritorno a capo. Svript PHP di esempio:

Questa ? la stringa da cui eliminare il ritorno a capo che ci ? stata passata dalla variabile &_POST[Descrizione]:

Oggi ? stata una bella giornata di sole.Speriamo che anche domani il sole splenda.

Per scrivere il contenuto della variabile su una sola riga faremo in modo simile allo script PHP di esempio:
$descrizione=$_POST[‘Descrizione’];
$descrizione=str_replace(array(“\n”,”\r”),””,$descrizione);
Dalla stringa avremo elimato sia il ritorno a capo che il carattere di tabulazione.

Configurare un server DHCP – Linux

Qui di seguito ? riportato un esempio di configurazione del file /etc/dhcpd.conf, cio? del file di configurazione di un DHCP server operante su sistemi unix like, come Linux. Si tratta solo di un esempio con dati assolutamentedi carattere solo esplicativo.

default-lease-time 86400; max-lease-time 7200;option domain-name "emcquadro.com";option domain-name-servers 192.168.0.3, 192.168.0.4;option broadcast-address 192.168.0.255;option routers 192.168.0.2;option subnet-mask 255.255.255.0;subnet 192.168.0.0 netmask 255.255.255.0{range 192.168.0.100 192.168.0.120;range 192.168.0.200 192.168.0.254;}
  • Il default lease time ? la durata massima del lease time ossia il numero di secondi che intercorrono tra il primo rilascio di un indirizzo e il ‘renewal’, ossia il rinnovo dello stesso.
  • Il max-lease-time, anch’esso indicato in secondi, stabilisce che un client potr?? mantenere – nel caso specifico – l’indirizzo assegnato per 2 ore.
  • option domain-name indica il nome di dominio per cui il server DHCP rilascer?? indirizzi ai client.
  • in option domain-servers, invece, vanno specificati i server che svolgeranno il compito di risolvere i nomi all’interno della subnet. La cosa migliore se si ha un server DNS ? di configurare prima questo, poi il DHCP, in mondo che quest’ultimo faccia punti a degli indirizzi che offrono gi?? il servizio.
  • option broadcast-address ? l’indirizzo di broadcast della rete cui faranno riferimento i client.
  • option routers, invece, dir?? agli host che quando i pacchetti devono uscire dall’ambito della subnet dovranno essere instradati verso un gateway (in genere questo indirizzo corrisponde al router che d?? accesso a internet).
  • option subnet-mask: in questa riga va riportata la subnet mask della rete cui accederanno i client DHCP.
  • subnet e netmask indicano rispettivamente la subnet e la sottomaschera che verr?? assegnata ai client.
  • tra le parentesi graffe sono riportati due intervalli di indirizzi che potranno essere assegnati. Questa ? una soluzione molto utile soprattutto quando vi siano degli indirizzi da riservare per determinati host o apparati hardware; di conseguenza i client che otterranno dim?namicamente un indirizzo IP non dovranno interferire n?? entrare in conflitto con gli indirizzi assegnati in modalit?? statica.
    Infine, per voler esser pi? precisi, vediamo come dire al server DHCP di riservare un particolare indirizzo per un certo host o apparato di rete.
    In fondo al file di configurazione, aggiungere:
    host sviluppo {hardware ethernet 00:00:00:00:00:00;fixed-address 192.168.0.6;}

    La parola ‘chiave’ host va fatta seguire dal nome host cui si vuole risevare un particolare indirizzo che andr?? scritto tra le graffe e preceduto dal mac address.Se si desiderasse approfondire l’argomento, fare riferimento all’ Internet Software Consortium, cio? ai padri del DHCP.

  • Il comando route – Windows

    Per intervenire sulle tabelle di routing si pu? utilizzare il comando route. La route ? – in parole semplici – il percorso che il pacchetto fa per raggiungere la l’host cui ? destinato. La tabella di routing ? assimilabile a una tabella di un database in i cui dati ‘dicono’ all’host se indirizzare i pacchetti in locale o se inviarli a un’altra rete attraverso un gateway.

    Da Windows, aprire il prompt e digitare:
    route print
    Si otterr?? qualcosa di simile:

    Indirizzo rete                   Mask             Gateway                  Interfac.          Metric	        0.0.0.0                 0.0.0.0      192.168.0.2    192.168.0.10	  20	    127.0.0.0             255.0.0.0          127.0.0.1          127.0.0.1	  1	192.168.0.0     255.255.255.0     192.168.0.10    192.168.0.10	  20      192.168.0.10  255.255.255.255          127.0.0.1           127.0.0.1	  20    192.168.0.255  255.255.255.255     192.168.0.10    192.168.0.10	  20           224.0.0.0               240.0.0.0     192.168.0.10    192.168.0.10	  20  255.255.255.255  255.255.255.255   192.168.0.10    192.168.0.10	  1  Gateway predefinito:       192.168.0.2
  • Indirizzo di rete rappresenta la destinazione della route
  • Mask indica la subnet
  • Gateway significa che i pacchetti per raggiungere la rete di destinazione devono passare attraverso un altro dispositivo che permette la comunicazione tra due reti
  • Interfac. mostra l’indirizzo IP del client dal quale si esegue l’operazione
  • Metric, infine, misura la distanza dalla destinazione.

    Al comando route possono essere associate delle opzioni:
    -f che cancella tutte le route di broadcast e loopback
    -p che, in unione con add (quindi route -p add aggiunge la tabella specificata nel registro di sistema di Windows): ad esempio, per aggiungere una route alla destinazione 192.168.200.0 con subnet 255.255.255.0 e hop 192.168.100.1, digitare:
    route -p add 192.168.200.0 mask 255.255.255.0 192.168.100.1
    Per cancellare una route (quella dell’esempio precedente):
    route delete 192.168.200.0 mask 255.255.255.0

  • Avviare Samba

    Completata la configurazione di Samba, mediante l’editing del file /etc/smb.conf (la posizione del file pu? variare in funzione della distribuzione che si usa) e verificatane la correttezza sintattica, si pu? avviare il demone di Samba mediante il comando:
    /etc/init.d/smbd restart
    per la SuSE Linux:
    /etc/init.d/rcsmbd restart.

    testparm – verifica della configurazione di Samba

    Una volta completata la stesura del file di configurazione di Samba, cio? /etc/smb.conf (il percorso pu? variare in base alle distribuzioni), se ne pu? verificare la correttezza della sintassi – gli errori di bagttitura sono sempre dietro l’angolo e a volte fanno perdere pi? tempo della configurazione stessa – con i comando testparm.
    La sintassi del comando ? semplice:
    testparm /etc/smb.conf
    naturalmente la destinazione del comando varier?? in base al posizionamento del file smb.conf.

    Rimuovere MySQL come servizio Windows

    Per rimuovere MySQL come servizio, su piattaforma Windows, portarsi al prompt dei comandi e dal path relativo alla directory in cui si trovano gli eseguibili posizionati a seguito dell’installazione di MySQL (es.c:\MySQL\bin), digitare:
    net stop mysql
    quindi:
    mysqld-nt –remove
    In questo modo MySQL non verr?? pi? avviato come servizio di Windows.

    Installare MySQL come servizio di Windows

    Per installare MySQL come servizio di Windows, portarsi al prompt dei comandi, portarsi nel path relativo alla directory \mysql\bin e digitare:
    mysqld-nt –install
    Dall’avvio successivo all’operazione, MySQL verr?? avviato come servizio, ossia in modalit?? trasparente all’utente.

    MSSQL – Recuperare l’ultimo id record inserito

    Per recuperare, subito dopo un inserimento, il valore di un campo identity in MSSQL, si ricorre alla variabile @@IDENTITY che ha lo stesso funzionamento di LAST_INSERT_ID() in MySQL;
    Eccone un esempio:
    INSERT INTO persone (‘nome’,’cognome’) VALUES (‘Alberto’,’Neri’);
    SELECT @@IDENTITY AS ‘Identity’
    La query restituir?? come risultato l’ultimo id inserito.

    Calcolare la differenza tra due date

    Script PHP


    $prima_data=”16/02/2004″;
    $seconda_data=”now”;
    $differenza_in_giorni=(int)(abs(strtotime (“$prima_data”) – strtotime (“$seconda_data”))/86400); //86400 ? il numero di secondi di una giornata (60*60*24)


    Ping e Windows

    Ping ? uno dei programmi pi? utili e di pi? facile esecuzione per effettuare operazioni di diagnostica sul funzionamento di un host su una rete.
    A seconda del problema riscontrato, si pu? eseguire ping in diverse modalit??.
    Per verificare che l’host sia stato adeguatamente configurato a livello TCP/IP e hardware (che la scheda sia funzionante, escludendo cio? danni hardware) eseguire dal prompt dei comandi:
    ping 127.0.0.1
    Se si ottiene una cosa di questo genere:

    Risposta da 127.0.0.1: byte=32 durata<10ms TTL=200Risposta da 127.0.0.1: byte=32 durata<10ms TTL=200Risposta da 127.0.0.1: byte=32 durata<10ms TTL=200Risposta da 127.0.0.1: byte=32 durata<10ms TTL=200

    significa che l'hardware ? funzionante e quindi evenutali anomalie vanno ricercate, ad esempio, nella configurazione TCP/IP. Per verificarlo,
    ping INDIRIZZOIP
    se lo stack ? correttamente configurato, si otterr?? in risposta:

    Risposta da 10.50.14.254: byte=32 durata<10ms TTL=200Risposta da 10.50.14.254: byte=32 durata<10ms TTL=200Risposta da 10.50.14.254: byte=32 durata<10ms TTL=200Risposta da 10.50.14.254: byte=32 durata<10ms TTL=200

    Se il problema, invece, riguarda l'accesso ad altre reti (internet compresa), occorre verificare che il gateway - cio? l'host che consente la comunicazione tra due o pi? reti - sia attivo, raggiungibile e funzionanante.
    ping INDIRIZZOGATEWAY
    Se, invece, si hanno problemi nella risoluzione dei nomi host, si pu? provare (magari da un'altra postazione):
    ping www.google.com
    Se la risposta a questo ping risulta corretta significa che:

  • la scheda ? correttamente funzionanante a livello hardware;
  • lo stack TCP/IP ? correttamente configurato;
  • il default gateway funziona;
  • il o i server DNS svolgono a pieno il loro lavoro.