Backup su Linux e Windows con pdumpfs

Per chi desidera effettuare un backup giornaliero al volo, esiste un programma molto semplice ma utile: pdumpsf. Disponibile sia in versione per linux che Windows. da linux, ciò che occorre per effettuar eun backup ? solo il nome della sorgente da backuppare e il nome della destinazione. Questo ne ? un esempio:

pdumpfs ORIGINE COPIA

Al resto, ossia a catalogare i file backup – mettendo la data – ci penserà pdumpfs.

Per gli utenti Windows, invece, il programma dispone di un’interfaccia grafica semplice e spartana che consente di selezionare, anche qui, origine e destinazione del backup. Anche in questo caso pdumpfs farà il suo dovere ossia disporrà i file in cartelle suddivise per anno, mese e e giorno.

rdiff – Ripristinare il backup su linux

Ci sono diversi modi per ripristinare un backup precedentemente effettuato con rdiff-backup. Ciascuna modalità andrà messa in pratica a seconda del sistema con cui si ? proceduto alle operazioni di backup.

Si supponga di voler ripristinare – in locale – la directory COPIA sulla directory ORIGINALE. La sintassi avrà un aspetto simile a questo:

cp -a COPIA ORIGINALE

Si, invece, la directory da ripristinare fosse posizionata in remoto, si potrà fare una cosa di questo genere:

rdiff-backup -r now HOSTREMOTO::/COPIA ORIGINALE

in questo modo, la copia di sicurezza presente sull’host remoto sarà copiata nella directory ORIGINALE ossia in locale.

Effettuare il backup su linux con rdiff-backup

Per effettuare il backup di intere directory – anche remote – su piattaforma linux, si può utlizzare il programma rdiff, che consente il backup di tutto ma veramente tutto e anche di pi&ugrave,

La sintassi del comando rdiff ? varia a seconda delle operazioni che si vogliono compiere. Si faccia l’ipotesi più semplice, ossia il backup di una directory locale su un’altra directory locale:

rdiff-backup ORIGINALE COPIA

in questo caso, il backup dell’intera directory ORIGINALE verrà effettuato sulla directory COPIA.

Vediamo ora un esempio di backup di una directory locale su una remota. La sintassi assumerà una forma simile a questa:

rdiff-backup /home/enrico/ORIGINALE NOMEHOSTREMOTO::/COPIA

In questo caso, la connessione tra le due postazioni, la locale e la remota, sarà effettuata tramite ssh; di conseguenza, rdiff-backup farà il suo dovere solo se l’host su cui effettuare la copia ? abilitato ad accettare connessioni in ingresso.

rdiff-backup ? anche in grado di operare nel senso inverso, ossia fare il bakup di una direcoty remota su una locale. La sintassi ? uguale alla precedente ma cambia l’ordine degli host, quindi:

rdiff-backup NOMEHOSTREMOTO::/ORIGINALE /home/enrico/COPIA

Ma la eccezionale portata di questo programma ? dimostrata dalla capacità di fare backup di intere directory anche da e verso due host diversi dal proprio. Si faccia il caso di voler backuppare la directory ORIGINALE dall’host sole sulla directory COPIA dell’host luna; la sintassi sarà simile a questa:

rdiff-backup utente@sole::/ORIGINALE utente@luna::/COPIA

Naturalmente, ma ? sempre meglio non dare nulla per scontato, si dovrà avere accesso sia all’host sole che a quello luna.

Cambiare la splash image al boot con Grub

Per modificare la splash image al boot con Grub, occorre operare in questo modo:

  • creare con GIMP un’immagine 640×480 con estensione xpm a 14 colori.
  • zippare con gzip l’immagine e chiamarla splash.xpm.gz
  • copiare l’immagine (con privilegi di root) nella directory /boot/grub/

    A questo punto, al prossimo caricamento di Grub, quindi al riavvio, si avrà come sfondo l’immagine appena creata.

  • Montare su linux un disco Windows in modo permanente

    L’interazione tra i sistemi Linux e quelli Windows, si manifesta anche a livello di file system. Infatti, tramite il comando mount ? possibile montare, ossia vedere un hard disk o una partizione Windows.

    In questo esempio, si considera che Windows risieda nella prima partizione dell’hard disk primario.

    supassword:#mkdir /mnt/windows#mount -t vfat /dev/hda1 /mnt/windows

    Diventando root, si ? creata una directory windows all’interno della directory /mnt/ (windows si sarebbe potuta chiamare in qualsiasi modo). Poi si ? montato il dispositivo /dev/hda1 ossia l aprima partizione dell’hard disk ide su cui ? installato Windows. In questo modo, per?, la partizione /dev/hda1 sar?? montata fino al riavvio del sistema. Per rendere la partizione permanentemente montata su /mnt/windows, si dovr?? agire sul file /etc/fstab aggiungendo ad esso una riga simile alla seguente:

    /dev/hda1 /mnt/windows auto defaults 0 0

    A partire dal prossimo riavvio, non sar?? pi? necessario montare la partizione manualmente.

    Il file .xinitrc – Avvio automatico KDE

    Se in fase di installazione si sono installati sia i pacchetti relativi a Gnome che a KDE, in alcune distribuzioni linux Gnome ? il dislay manager di default.

    Ciò significa che all’avvio del sistema viene caricato automaticamente all’avvio Gnome che – soprattutto per chi proviene dal mondo Windows – si rivela più ostico o meno amichevole rispetto a KDE.
    Per avviare in automatico KDE all’inizio della sessione di lavoro, occorre operare sul file .xinitrc e aggiungere una riga simile a questa:

    # Start the window manager:
    startkde

    Al prossimo riavvio, KDE partità in automatico.

    Debian – Come reinstallare un pacchetto

    In un sistema Debian, per reinstallare un pacchetto (i motivi per procedere a una reinstallazione possono essere svariati) si utilizza una delle funzioni di apt-get e, più precisamente:

    apt-get –reinstall install nomepacchetto

    In questo modo, apt-get dopo aver consultato le sources.list (ossia il file che contiene gli indirizzi dei repository – siano essi locali o remoti) provvederà al recupero del pacchetto da reinstallare.

    Passare in modalit?? single user

    Per passare in modalit?? utente singolo (single user mode), da shell, digitare:

    init 1

    Il runlevel passer?? a 1.

    Per tornare alla modalità normale (runlevel 5 o init 5, quindi multi utente) premere CTRL+D.

    Antivirus Clamav

    Gli utenti Linux sanno che i loro sistemi sono soggetti a un numero veramente esiguo di virus ma sanno, altrettanto bene, che i loro server linux – spesso – s’interfacciano e offrono servizi di rete a client Windows che, invece, di virus ne contano a migliaia.

    Uno dei sistemi pi? diffusi e performanti da installare su un sistema Linux ? <'http://www.clamav.net/' target='_blank'>Clamav che (come dichiarato dal produttore) consente di avere:

  • riga di comando
  • velocit?? di scansione rapida grazie a un demone avanzato
  • aggiornamenti rapidi ed efficaci
  • scansione all’avvio
  • supporto per file compressi, eseguibili e mail server
  • Interfaccia grafica per antivirus linux clamav

    Per gli utenti meno smaliziati che dal mondo Windows passano a Linux, uno degli ostacoli sicuramente più ostili ? costituito dall’assenza – per parecchi settaggi – dell’interfaccia grafica.
    Anche l’antivirus Clamav ne ? un valido esempio.

    Clamav ? un potente demone antivirus che si utlizza prevalentemente sui mailserver – anche se ulteriori campi di applicazione non siano sconsigliati. Come tanti altri software per il mondo linux, anche Clamav ricade nella categoria ‘da riga di comando’; in parole povere, o si conosce la sintassi dei comandi per – esempio – effettuare una scansione o l’aggiornamento oppure … il tram ? a portata di mano.

    Fortunatamente, esiste un frontend, cio? un’interfaccia grafica, in grado di consentire a qualsiasi utente di effettuare le operazioni di routine in maniera più semplice e intuitiva anche su piattaforma linux. Questo tool si chiama Klamav e rende facile la vita agli utenti KDE.

    Provarlo non costa nulla.