Un pensiero così

Ho voglia di vita.
Punto.
Sto bene.
Aripunto.
Di lavorare stasera non è aria, ma, per fortuna, sono il capo di me stesso e vedrò se, come e quando.

Voilà …

Ci sono persone e persone: è un dato di fatto fondamentalmente banale e superficiale, quasi un luogo comune. Eppure, nel corso della vita, capita più o meno a tutti di rimanere sorpresi – nel contesto di questa riflessione non conta se in positivo o meno – di fronte ad una persona, ad un suo comportamento, piuttosto che ad un suo pensiero o gesto. La vita, in fondo, nasce per sorprendere e noi nasciamo prim’ancora della vita, nella mente di chi, di in genere, si ama. La consapevolezza di esser figli di un sogno, di un gesto d’amore dovrebbe indurre a riflettere sul senso reale dell’esistenza, senza limitarsi alle cose poco importanti o all’esteriorità, puntando, invece, una cospicua posta sul colore dell’essenza.

A Obà

Per Barack Obama “i muri non servono” per frenare l’immigrazione, mentre al mondo servirebbe un’Europa “unita e forte”.
Questo il discorso pronunciato dal Presidente Usa lo scorso 25 aprile in Germania nel corso di una visita istituzionale.
A Roma si direbbe, in modo forse poco elegante, ma certamente mirato e chirurgico, che è facile fa’ la mignotta cor culo degli altri. A Obà, ma perché, visto che tanto non ti piacciono i muri e se stato pure Nobel per la pace (!!!), non cominci a dare l’esempio, aprendo le porte ai messicani?
Questo è il muro di cui parli Obà? Comincia tu ché noi ti seguiamo. Daje Obà.

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Bizzarria primaverile

Oggi la neve!
Un’oretta di nevicata, all’ora di pranzo; freddo inatteso, giacca e cravatta, senza soprabito.
Divertente anche se è durata poco.

Mi faccio il tempo da solo

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Ci sono momenti che durano troppo poco ed altri che sembra non finiscano mai.
Seguendo questa semplice e, forse anche banale considerazione, mi viene da pensare, però,  che ciascuno di noi può essere il costruttore e creatore del proprio tempo, indipendentemente da quanto velocemente scorrano le lancette dell’orologio.

La forza della parola

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C’è chi segue le traiettorie del silenzio, relegando la parola tutt’al più ad una specie di piacere fatto al proprio interlocutore; c’è chi, invece, parla senza sapere, a vanvera; c’è chi parla con la consapevolezza che quelle parole danno vita alle idee, le rendono intelligibili, chiare fino a renderle concrete, a donare un’immagine del loro significato e della loro, sì anche, della loro essenza.

La comunicazione è un passo oltre l’orizzonte.