Mamma mia commme sto

Ho sempre fatto della presenza di spirito il mio orgoglio, il mio vanto, il mio valore aggiunto.
Tornato a casa da poco, ore 18.35, scopro che stamattina ho preparato  il caffè, messo tazzina e zucchero sotto la macchina espresso, ricordo anche di averla accesa, poi spenta ma senza erogare caffè.
Ho necessità di fermarmi un po’.

Verso Dio

Non credo in Dio e questa è la premessa.
Ci sono, però, suoni, melodie e voci che mi fanno ritenere che possa esistere una strada che a Dio conduce: questa è una di quelle.

In ginocchio da te

Dopo almeno un intero decennio, credo anche di più ma non conta, entro in una chiesetta, di quelle piccole piccole che capisci che se Dio esiste lì c’è.
Raccolgo pensieri ed anima.
Nel silenzio più silenzioso, mi apro al cielo. Non ho richieste da fare perché devo fare da me; anzi no, chiedo la forza di gettare il passato alle spalle.
Magari qualcuno mi ascolta.

È tutto relativo

Tanti tanti, ahimè, anni fa, frequentavo un dojo dove si praticava aikido.
Avevo un maestro, monaco buddista, che mi raccontò della sua sorpresa di scoprire che a Roma gli oleandri crescessero in mezzo alla strada.
Nei monasteri del Tibet, mi disse, da quella pianta, lì rara e che noi riteniamo velenosa, i monaci estraevano un “succo”, considerato, invece,  un miracoloso rimedio per alcune patologie cardiologiche.
A volte basta cambiare prospettiva.

L’urlo

Difficilmente alzo la voce perché penso che la forza di un’espressione non risieda nel volume con cui è espressa, ma viva di sostanza.
Ieri, però, ho urlato, a voce alta: due sole parole. Nel raggio di trenta metri il mondo si è fermato, sono entrato in macchina e con aplomb ho messo in moto; ho stupito e lasciato senza seguito ma ho ottenuto ciò che volevo.