Tramonto umbro

Dallo specchietto retrovisore era troppo invitante per non catturarne i riflessi. 

Ciao Sole, a domattina ☺

Il potere

Quando si ricopre un ruolo di potere, tante porte si aprono, soprattutto se non richiesto, come fosse un obbligo essere trattati in modo diverso rispetto agli altri. 

È qualcosa che, pur vivendo, non mi piace e mi mette in enorme difficoltà. 

La disponibilità e la pretesa

Lungo il cammina della mia vita, ho incontrato persone di tutti i tipi: intelligenti, stupide, simpatiche, antipatiche, colte, ignoranti, educate, maleducate. Ora, non credo di avere l’esclusiva di questo genere d’incontri, perché a tutti è capitata la stessa cosa ma, come ogni cosa che mi accade intorno, cerco sempre di analizzare ciò che vivo.

Ho notato che soprattutto alcuni tendono, a fronte di una manifestazione di disponibilità che si dà inizialmente con piacere, in modo naturale, come uno stimolo verso il mondo, ad arrivare al punto di pretendere, senza più neanche chiedere “scusa, posso?”. In genere, malgrado il mio apparente e conclamato egocentrismo, sono molto disponibile nei confronti degli altri; non mi perdo in salamelecchi perché detesto chi dice sempre sì – segno evidente che non ha carattere per dire anche un “no” – però cerco di tendere la mia mano in soccorso di quella altrui, soprattutto se e quando non richiesta perché mi piace anticipare un desiderio. So che questo atteggiamento è figlio del sopracitato egocentrismo e ci mettiamo anche una buona dose di altrettanto conclamato egoismo, però, insomma, se c’è da dare una mano, la  offro volentieri.

Ma, attenzione, guai a chi crede di pretendere con me, perché chi pretende, soprattutto senza chiedere “scusa, posso?”, lo cancello dalla mia sfera d’interesse e divento più odioso di quello che sembra.

Ho un po’ di tempo

Scrivo raramente (quasi tutto ciò che è pubblicato non lo è quasi mai in tempo reale) perché non ho tempo e, poi, questo spazio è fondamentalmente un promemoria per me, affinché, tra qualche anno, possa ricordare a me stesso come ero anni prima.

E’ un meraviglioso mondo la scoperta di se stessi, la verifica dei propri cambiamenti, la propria evoluzione che non è detto sia piuttosto un’involuzione, ma è, comunque, una scommessa nei confronti della vita e prim’ancora di se stessi: si può vincere o perdere, come nel gioco, ma ciò che conta è provarci, perché altrimenti si rischierebbe di vivere una vita sul filo della malinconia e del rimpianto e questo non va bene.

Se dovessi fare un bilancio della mia esistenza fino ad ora, 19.09 del 17/7/2016 (così si capisce che scrivo e pubblico in diretta), beh, devo dire che sono sostanzialmente soddisfatto; certo, a pensarci bene, avrei potuto fare di meglio e, soprattutto, di più, però, evidentemente le mie risorse, in quel tempo, in quel preciso momento, quelle erano e di più e di meglio non potevo chiedere a me stesso.

Per domani ho ancora fame di vita, di esperienze, di insegnamenti da carpire, di cose da vedere, di mondi da esplorare, di conoscenza da acquisire.

Insomma, non finisce qui.

Variabile e pure sereno 

Stamattina mi sono svegliato male, anche se il termine “svegliato” è sovradimensionato per uno che ha dormito sì e no tre ore.

Poi, così, all’improvviso, le nuvole sul mio umore sono sparite, seguendo lo stesso incomprensibile schema mediante il quale erano arrivate. 

Boh, così va, anzi è andata. 

Relax

Due settimane di relax, a telefono spento, senza internet se non per un po’ d’informazione, ma soprattutto sole, aria, mare. 

Ho veramente goduto. 

Domani si ricomincia la lotta quotidiana, ma sono pronto.