Toc toc …

toc toc 

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Scusi, mi può amare?

Ecco, questo finto dialogo rappresenta quello che considero un’elemosina emotivo sentimentale, condizione nella quale ho sentito, talora, di vivere; poi, non ho pietito più niente ed anche il senso di humana pietas si è abbastanza affievolito. 

La noia

Fin da subito, da quando ero ragazzino, ho sempre nutrito un atavico odio per la noia, ma, soprattutto, per il dejà vu, il noto, lo scontato. 

Ho avuto mille desideri, poi altri mille, e mille desideri ancora ed ho fatto fuoco e fiamme per raggiungere di volta in volta la mia meta; molto spesso, però, raggiungere il traguardo mi ha tolto qualcosa da quel desiderio, come un senso di appagamento preventivo che non mi ha lasciato assaporare il gusto della conquista fatta. 

Tanta fatica, per poi cadere nella noia. 

Sarà un traguardo sbagliato? 

Non lo so, però cambio troppo spesso obiettivo, prim’ancora di averne raggiunto uno per il quale avevo immaginato chissà quali sogni o nutrito speranze. 

Ma poi mi annoio. 

E ricomincio.