Tempo di semina

Non è mai la giusta stagione per seminare senza sapere se si raccoglierà qualcosa; nel dubbio, ho seminato, forse male, ma ho provato a farlo, ho tentato di rendere fruttifero un deserto o un cumulo di rocce o un castello di sabbia bagnato dal mare.

Insisto e continuo nella mia opera che tanto mi ricorda quella dei contadini di un tempo, quando non c’era agronomia, né scienza, né antiparassitari o anticrittogamici, ma la terra, daje e daje, qualcosa produceva.

Ecco, io, daje e daje, sono convinto che prima o poi coglierò qualcosa di quanto seminato e non calpestato.

Osservare

Osservare è chiudersi in quel “coso” e guardare al di fuori.

Ma osservare è anche camminare all’aria aperta, portarsi in alto e vedere che là sotto sembra tutto infinitamente piccolo.

Ma osservare è anche rimanere seduti e guardarsi intorno, oppure chiudere gli occhi ed aprire il cuore a se stessi che forse è il panorama più bello da vedere e che meglio dispone all’osservazione di altro da sé.

Destini

Mi sono sempre chiesto perché ci sono persone che nascono già con un fardello sulle spalle, e la vita, non contenta, si accanisce pure, aumentando il carico in via del tutto sproporzionata rispetto ad altre persone che, invece, hanno un’esistenza tutto sommato comoda.

Mistero.

Un lato di me

No, caro lettore o cara lettrice, non parlo di lato B, ma di un aspetto di me che ogni tanto esce allo scoperto (e non parlo di lato A).

Per natura sono un mansueto, pur essendo un uragano emotivo ed intellettivo, aspetto che difficilmente mi fa accontentare, e tendo non importunare il mio prossimo, diretto o meno diretto; insomma, non sono un rompiscatole, non molesto, non stalko (che schifezza ‘sta parola), e mi faccio gli affari miei in totale indipendenza.

“Ma tu non ti relazioni col mondo” – mi è stato detto.

“Io mi relaziono col mio mondo, con poche e selezionate persone, non con tutto l’universo dotato di un profilo Whatsapp”.

Sono sempre stato così, e, col passare del tempo, sono pure peggiorato.

PS:
non intendo cambiare una virgola di ciò che sono.