C’è fame di lavoro

In due giorni, mi sono state comunicate dimissioni volontarie, distribuite nell’arco dei prossimi cinque mesi, di tre persone su sei che compongono il mio gruppo: una non ha, beata lei, grande necessità di lavorare, un’altra varcherà i confini nazionali, l’ultima ha trovato altro.

Età media: 39 anni non 93.

Speriamo che mi mandino gente sveglia 😉

Whatsapp delle mamme

Sono stato incluso, non so quanti maschietti siamo, nel gruppo Whatsapp delle mamme della classe della mia figlia piccola: ma queste sono pazze! Vanno rinchiuse! Sono socialmente pericolose! Scrivono cinquanta messaggi l’ora per idiozie, per cose che i loro figli, sei anni, risolverebbero senza neanche consultarsi col compagno di giochi.

Nota la mia idiosincrasia per Whatsapp, qualcuno ha voluto, a centinaia di chilometri di distanza, farmi ‘sto regalino. Da uomo, mi chiedo: ma una mamma che sta dietro al figlio, e che per questo si lamenta di non avere tempo per sé o altro, ‘ndo cazzo lo trova il tempo per scrivere idiozie su Whatsapp a tutte le ore del giorno e della sera (la notte spengo, quindi non so).

Esempio reale : “Ma il cd in dotazione al libro, va tenuto a casa o portato a scuola?”

Risposta che non ho dato perché credo di esser persona civile: ma secondo te, brutta demente, che cosa può fare l’insegnante con 22, dico 22, cd tutti uguali?

Esempio reale: “Le foderine tutte trasparenti”. Questo incipit ha generato in tredici minuti parecchie risposte. Ne pubblico solo alcune ché altre ne arriveranno di sicuro a breve:

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Poveri ragazzini.

Spegnete Whatsapp – ma non vale solo per le mamme – e cercate di accendere il cervello.