Ho sonno

Da quando ho smesso di fumare – dodici anni e passa fa – dormo molto molto poco, e molto molto male; credo che arriverò al traguardo finale della vita senza tumore al polmone, ma con tanta tanta voglia di dormire.

Ma porca vacca! Ma è possibile che non riesca a fare un sonno dalla sera alla mattina senza svegliarmi settanta volte o trovarmi alle 00.53 (sì, neanche l’una! ed ero andato a dormire alle 23.35) sveglio e pronto per affrontare un’altra giornata?

Gli effetti della mancanza di sonno devono esser devastanti, e di certo lo sono, ma sul mio fisico, a distanza di dodici anni, ancora non si vedono i risultati; sull’animo sì perché spesso, dopo notti così, nonostante la mia voglia di vita, ho poca voglia di sorridere, ma, “per una questione di tigna“, lo faccio lo stesso.

Smile!

Considerazione

Ci sono persone che hanno in sé equilibrio, e, pertanto, ne offrono al mondo con la semplice presenza, anzi spesso anche attraverso una discreta assenza; ci sono altri che nascono per scassare marroni al prossimo, in presenza o in lontananza.

Domanda: ma perché persone così non si guardano allo specchio prima di oltrepassare il limite della propria persona? Perché puntano sempre il dito verso gli altri, e mai mettono in dubbio se stessi?

Boh.

Ps: nella mia vita ho incontrato una persona del secondo tipo, ma forse si era capito.

Undici anni dopo…

Dopo quasi undici anni, complici le rispettive derive di vite, ci siamo sentiti con D., una persona con cui ho condiviso un brevissimo tratto di vita.

Ci siamo raccontati, le distanze attuali parlano di 800 km, ma ciò che conta è aver ritrovato d’incanto un filo che non si è mai perso, nonostante il destino.

Forse non ci vedremo neanche più, ma non conta.

A presto D.

Giornate no

Tornare per qualche giorno in quella che fu la mia atmosfera familiare è stato devastante, ed ha rimesso in totale discussione il mio lungo viaggio alla ricerca di ciò che sono e desidero.

Di sicuro c’è la constatazione che la mia porta di casa, a meno che non entri un ladro, la chiudo la sera e l’aprirò sempre io al mattino successivo.

Una piccola soddisfazione

Da due giorni sostituisco un collega pensionando in una città diversa rispetto a quella in cui lavoro; l’attività è la stessa, ma cambiano i colleghi.

Non so quale sarà il mio futuro, ovvero in quale città sarò tra qualche settimana, ma sentirsi dire dai neocolleghi “speriamo tu rimanga con noi”, e ricevere l’abbraccio dei “miei”, del mio gruppo, intimorito all’idea che io possa andar via dall’attuale ufficio, beh, è una piccola soddisfazione, perché evidentemente ho ben seminato.

Re del Caos

Non sono mai stato un tipo tranquillo, lo devo ammettere; una certa vivacità mentale, soprattutto, e spesso una profonda irrequietezza emotiva mi hanno sempre caratterizzato.

Negli ultimi mesi, però, il mio Caos ha assunto dimensioni e forme assolutamente a me ignote: in questo brodo primordiale – torno lentamente alla mia natura – mi trovo perfettamente a mio agio, a casa, a casa mia.

Un altro al mio posto impazzirebbe.

Io no.