Un lato di me

No, caro lettore o cara lettrice, non parlo di lato B, ma di un aspetto di me che ogni tanto esce allo scoperto (e non parlo di lato A).

Per natura sono un mansueto, pur essendo un uragano emotivo ed intellettivo, aspetto che difficilmente mi fa accontentare, e tendo non importunare il mio prossimo, diretto o meno diretto; insomma, non sono un rompiscatole, non molesto, non stalko (che schifezza ‘sta parola), e mi faccio gli affari miei in totale indipendenza.

“Ma tu non ti relazioni col mondo” – mi è stato detto.

“Io mi relaziono col mio mondo, con poche e selezionate persone, non con tutto l’universo dotato di un profilo Whatsapp”.

Sono sempre stato così, e, col passare del tempo, sono pure peggiorato.

PS:
non intendo cambiare una virgola di ciò che sono. 

Sono sotto ispezione

Da qualche giorno, presso il mio ufficio, è in corso un’ispezione da parte di un soggetto terzo che sta cercando in tutti i i modi di mettermi in difficoltà, andando a cercare il pelo nell’uovo, ma, non essendo io una gallina, non trova niente e s’attacca beatamente.

Tiè!

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Il giusto valore alle critiche

Mi viene spesso rimproverato di non aver mezze misure: è vero, ma ciò non costituisce un mio problema, o almeno non lo vivo come tale, anche perché, considerata la densità abitativa della Terra, esistono sicuramente valide e migliori alternative rispetto al frequentare il sottoscritto.

Quest’affermazione, che potrebbe sembrare dettata da permalosità – elemento che per fortuna non mi appartiene – nasce dalla constatazione che, finché le cose vanno bene, si chiudono gli occhi di fronte a tutto, anche ai difetti; quando, invece, la  stabilità diventa meno stabile, ecco che s’inizia una specie di opera di demonizzazione dell’altro – altro in senso molto ampio – che fa in modo da spostare da sé l’attenzione su altro da sé, operazione sicuramente più comoda.

Da ciò deriva la mia considerazione che le critiche a me rivolte sono sempre ben accette, ma non è detto che siano condivise.

Tanta fatica … in vacanza

Sai quando fai una fatica immensa, corri, sudi, dai fondo ad ogni riserva di energia per arrivare là dove erano volati già cuore e fantasia e ti accorgi che non ne valeva la pena?

Ecco, così, una miscela di delusione e stanchezza, ma, soprattutto, un’assenza di prospettiva concreta davanti, con un futuro da reinventare per l’ennesima volta.

Amen e tanti punti interrogativi.

Ma almeno mi sono riposato dal lavoro 😉

 

Constatazione 

Da decenni non entravo consapevolmente e volontariamente in una chiesa: l’ho fatto e mi sono sentito da Dio. 

La bilancia

Tanto do, altrettanto, o quasi altrettanto, voglio ricevere.

Da qualche tempo, non faccio più niente a fondo perduto.

Non sono una Regione.